fbpx
Viaggiare a piedi: perché approcciarsi allo slow travel
VIAGGI

Viaggiare a piedi: perché farlo da giovani?

Ultimamente si fa un gran parlare di viaggi e con “ultimamente” intendo negli ultimi 15 anni. È sorta una quantità di travelblog inimmaginabile, i canali YouTube che trattano di viaggi vanno alla grande e il tutto è circondato dalla retorica del viaggio a tutti i costi.

Sembra quasi che se non hai visto almeno 10 paesi diversi prima dei 25 anni non stai vivendo la tua vita al massimo. In questi anni ho visto di tutto: lifecoach che partono per l’oriente alla ricerca di sé stessi, salvo per poi comportarsi da buoni colonialisti occidentali stereotipando e appropriandosi di una cultura non loro; ragazzi sulla ventina fare l’elemosina ai genitori per potersi pagare quei 4 giorni a Praga, di cui 1 di volo e i restanti usati per fare Instagram Stories (che sia chiaro, io le storie su Ig le amo, ma forse di tanto in tanto andrebbero regolate).

Ecco, dunque, mi sembra che si viaggi giusto per dire di aver viaggiato. Così facendo non si va a privare il viaggio del suo significato? Si può contrastare questa moda del viaggio a tutti i costi?

A mio parere esiste un modo, si chiama viaggiare lento e prevede per l’appunto che il viaggiatore si prenda il suo tempo per riscoprire le brezza dell’essere lontano da casa. Anche chiamato slow travel, questa filosofia di viaggio è diventata particolarmente celebre negli ultimi anni, ma io, che sono sempre in ritardo, l’ho scoperta solo di recente.

Per questo post mi sono ispirata al libro Viaggiar Lento, a cura di Roberto Lavarini. Tutte le citazioni che troverete fra un po’ provengono da lì.

Viaggiare a piedi: perché approcciarsi allo slow travel

Cosa significa slow travel

Lo slow travel è, come dicevo poco prima, una filosofia di viaggio che antepone il percorso alla destinazione.

“Si ha voglia di nuove lentezze perché vengono vissute come una sottolineatura della nostra stessa componente umana”.

Viaggiare lentamente prevede quindi zaino in spalla e tanta voglia di scoprire non solo i luoghi, ma anche le persone che quei luoghi li vivono. È tramite il contatto con l’esterno che si riacquista quella componente umana che nei viaggi veloci si tende a perdere. È durante il percorso che si riscopre sé stessi, le proprie debolezze, i propri limiti, la propria capacità di uscire dalla comfort zone. Si tratta di viaggi a 360°, poiché non implicano solo lo spostamento fisico, ma una crescita della consapevolezza di sé stessi.

Esistono solo i viaggi a piedi?

Naturalmente no. I mezzi preferiti sono le proprie gambe e la bicicletta, ma anche i cavalli o i muli (che prevedono però una certa esperienza nel prendersi cura di questi animali). Per quanto riguarda il treno, c’è una piccola diatriba. Alcuni lo ritengono un mezzo lento, il mezzo con cui viaggiavano i nostri nonni. Altri non lo ritengono un mezzo adatto allo slow travelling perché “chiuso”. Il treno, infatti, non permette il contatto con l’esterno, non permette di parlare con gli abitanti dei luoghi che si incontrano durante il percorso, non permette di vivere il tragitto.

Va da sé che auto, arei e navi non facciano parte dei mezzi tipici del viaggiare lento!

Perché un giovane dovrebbe viaggiare a piedi?

Ora passiamo al succo del discorso, perché un giovane dovrebbe viaggiare lento. Partiamo subito dal presupposto che un’esperienza del genere può far bene a chiunque, non è necessario essere under 29 per trarne dei benefici. Sicuramente, però, farlo da giovani ha i propri vantaggi.

In generale i giovani sono nati nell’epoca della velocità. Vogliamo tutto e lo vogliamo subito. Siamo abituati così, macchine, treni ad alta velocità e aerei. Se Internet è lento entriamo in un loop di disperazione e ansia.

A questo punto è importante fare una grossa premessa: la tecnologia non è il male, anzi, tutto il contrario.

Il fatto che tutto vada veloce, però, può portare un costante senso di insoddisfazione che fa da colonna sonora a tutte le nostre azioni, in particolare quando sentiamo la velocità come una “costrizione”.

“Un giovane studente sostiene di non volere più andare negli USA perché è già stato 3 giorni a New York! È come dire: ho visitato Roma e ho visto l’Italia”

I viaggi sono sempre più lontani e sempre più brevi. Spesso si fanno tanti piccoli viaggi durante l’arco dell’anno (magari quando non si è sotto sessione o durante l’estate). Le mete dopo un po’ si confondono e si notano solo gli aspetti superficiali e standardizzati.

Viaggiare lento è il modo per opporsi alla frenesia dei giorni nostri, una frenesia che se da un lato ci facilita la vita, dall’altro ce la complica e ci fa sentire in gabbia.

Tranquilli, non sto dicendo che dovremo smettere di prendere l’aereo o di viaggiare in auto, ma solo che, di tanto in tanto, potrebbe essere utile fare una di queste esperienze!

Il secondo motivo per cui un giovane dovrebbe approcciarsi al viaggio a piedi è piuttosto intuibile: costa pochissimo.

Lo slow travel, i pellegrinaggi e in generale tutta la filosofia del viaggiare lento prevede poche pause in ostelli, conventi o strutture generalmente poco costose in cui passare una notte. I pasti sono leggeri e semplici. Il risparmio, ovviamente, sta anche nel viaggio totalmente gratuito! Va da sé che più il viaggio è lungo più si spende, ma non c’è bisogno di farsi tutta Santiago de Compostela se non ce lo si può permettere, tappe più brevi possono essere il compromesso perfetto.

Sapete che potete avere una guida turistica gratuita ovunque? Il progetto si chiama Cool Cousin ed è ancora poco conosciuto. Potresti diventare tu una guida volontaria e creare degli itinerari di viaggio su misura nella tua città!

Viaggiare a piedi: perché approcciarsi allo slow travel

Come fare a viaggiare lento?

Ora che ci siamo convinti di aver bisogno di un viaggio diverso dal solito è ora di iniziare a capire come e quando partire. Organizzarsi per viaggiare a piedi non è facile. Quello che vi consiglio di fare fin da subito è guardarvi attorno.

Siamo così abituati all’idea di andare lontano che spesso ci dimentichiamo di dove viviamo noi. Provate a cercare qualche itinerario o viaggio organizzato nella vostra regione. Inizialmente camminate di pochi giorni sono l’ideale se non siete allenati. Dopo di ché, a macchia d’olio, cercate attorno a voi. Ci sono moltissimi percorsi a piedi in Italia per scoprire paesi e luoghi che mai avremmo visto se avessimo viaggiato in auto!

Io ho una fortuna bella grande, ovvero quella di vivere in Valle d’Aosta, che è piena di sentieri e percorsi da fare a piedi di ogni livello. Senza contare che in Valle d’Aosta inizia la Via Francigena, famosissima e molto gettonata dagli slow traveller.

Per quest’estate ho deciso che mi dedicherò di più al viaggiare lento e allo scoprire ciò che mi circonda!

Vi lascio alcuni siti dedicati allo slow travel e ai viaggi organizzati.

Slowtravel.it

Movimentolento.it

Associazione italiana turismo responsabile

Compagnia dei cammini

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *