Lavoro vs studio: le differenze che ho riscontrato

studio vs lavoro: le differenze che ho riscontrato

“L’università è troppo lontana dal mondo del lavoro, non ti prepara a lavorare”

Quante volte avete sentito una frase simile? Io nemmeno le conto più. Inutile girarci attorno, studiare e lavorare sono attività molto diverse. Mettiamoci poi il fatto che l’università ti mette poco in contatto con il mondo lavorativo (no, lo stage come segretaria nell’infopoint di UniQualcosa non è il massimo) e il risultato è uno shock simile a quando passi dal calore di casa tua ai -10 gradi di fuori.

Dunque, quali sono state le differenze maggiori che ho riscontrato nel fare il grande salto?

Non ti diranno ogni volta cosa fare

Questa è una caratteristica che ho sofferto un po’. Quando studiate siete abbastanza seguiti, se avete problemi chiedete ai compagni di corso o al professore. Vi muovete in un campo che conoscete, quindi improvvisare non è così difficile. Insomma, siete nella vostra comfort zone.

Sul lavoro è diverso. Ci saranno dei momenti in cui vi troverete chiusi in un ufficio con 4 istruzioni spiegate male. Improvvisare non sarà più facile, sarete fuori dalla vostra zona sicura. Magari capo e colleghi non saranno molto disposti ad aiutarvi (vi auguro di no, ma potrebbe succedere). Quindi che si fa? Ci si arma di santa pazienza, si fa affidamento sulle proprie conoscenze, capacità e il proprio buon senso. Dovrete cercare di cavarvela da soli.

L’ambiente positivo lo creerete voi

Sarete voi, spesso, a dovervi sforzare di interagire con i colleghi, a creare un ambiente positivo. Non starete simpatici a tutti fin da subito (ad alcuni non starete simpatici mai). Come dicevo prima, non tutti saranno lì pronti ad aiutarvi e darvi il benvenuto con il sorriso. Dimostrate di tenerci all’ambiente lavorativo, interagite voi per primi (e magari approfittatene per fare qualche domanda in più).

Dovrete trovare qualcosa da fare, sempre

Anche se sul momento non avrete nulla da fare (potrebbe capitarvi i particolar modo se state facendo uno stage in cui affiancate qualcuno) dovrete trovarvi un’attività, che sia rimettere in ordine la scrivania, ripassare come funziona il gestionale aziendale, mettere per iscritto qualche istruzione. Insomma, non potete rimanere fermi.

Dovrete essere propositivi

Questa è una delle più grandi differenze tra scuola e lavoro. A scuola siete seguiti, vi si fornisce gli strumenti per svolgere bene il vostro compito, vi si dice cosa fare e poi finisce lì. Sul lavoro dovrete far vedere di essere interessati, proattivi. Dovrete avere iniziativa e proporre (ovvio, nei limiti delle vostre capacità).

Nulla vi è dovuto

Se non ci siete voi ci sarà qualcun altro. Chiariamoci subito, questo non significa assolutamente che dovrete accettare qualsiasi cosa, ma semplicemente che il vostro posto di lavoro non è una garanzia. Dovrete impegnarvi e dimostrare di avere un valore.

Indipendenza

L’obiettivo sarà raggiungere indipendenza nel proprio lavoro. Riuscire a svolgere autonomamente le vostre attività contribuirà davvero allo sviluppo dell’azienda per cui lavorate.

 

Ho individuato in tutto 3 fasi che ogni studente (diplomato o laureato che sia) si ritroverà ad affrontare in quella terra di mezzo che divide la scuola dal lavoro:

  1. Lo stacco effettivo (e a volte traumatico) tra mondo dello studio e mondo del lavoro con tutto ciò che ne consegue.
  2. Sviluppo della propositività e aumento della fiducia in sé stessi.
  3. Raggiungimento dell’indipendenza.

studio vs lavoro: le differenze che ho riscontrato

Il mio consiglio

Il mio stacco traumatico l’ho avuto tra i 16 e i 17 anni, durante la mia prima stagione estiva come cameriera. Lo ammetto, scegliersi un lavoro così duro come prima esperienza di lavoro non è stata una furbata. In compenso mi ha formata e preparata al futuro. Dai 17 anni ho svolto diversi lavori, interfacciandomi con capi di vario genere. Dalla barista, alla promoter, dalla stagista in una redazione a quella in un ufficio marketing. Ma ho anche insegnato, dato ripetizioni, fatto l’hostess. Mi sono tenuta impegnata. Questo mi ha permesso di imparare ad adattarmi e a capire cosa si aspettano da me le persone.

Iniziate fin da subito a mettervi in gioco e fare esperienze, seppur brevi, in diversi ambiti (sarebbe poi questo lo scopo dell’alternanza scuola-lavoro, vero?). Non abbiate paura di sperimentare e buttarvi. Iniziare fin dall’adolescenza renderà il percorso leggermente meno faticoso quando uscirete dall’ università!

Dai un’occhiata anche a questo post per farti un’idea di come cominciare

8 lavori da svolgere durante l’università

Qual è stata per voi la differenza principale che avete vissuto nello stacco studio-lavoro? C’è un consiglio che vi sentireste di dare a chi sta facendo questo passo ora?

Il mio consiglio è: siate tenaci, non arrendetevi. Un consiglio che ogni tanto ripeto anche a me stessa.

17 comments on “Lavoro vs studio: le differenze che ho riscontrato

  1. Nicoletta

    Il mio stacco tra scuola è lavoro è abbastanza lontano nel tempo, ma lo ricordo abbastanza bene. Sicuramente una ventina d’anni fa era tutto diverso, probabilmente più facile, quindi è davvero complicato fare un paragone. Quello che però posso consigliare a chi fa ora questo passaggio, soprattutto adesso che mi trovo “dall’altra parte” e spesso mi trovo ad affiancare degli stagisti, è quello di AVERE VGLIA DI FARE, e DIMOSTRARE DI AVER VOGLIA DI FARE! il resto verrà da sè.

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    1. Angelica Post author

      Grazie mille per il tuo commento! E’ esattamente quello che cercavo di dire io quando dicevo di essere proattivi e proporre invece di obbedire e basta!

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  2. Sofia

    Caspita. Confermo tutto. Da lavoratrice e da studentessa. Questo post dovrebbe girare nei gruppi degli studenti universitari. Magari si aprono gli occhi a qualcuno.

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  3. esthefany

    trovo che hai espresso veramente il concetto, fai bene a dare dei consigli quando ho dovuto lavorare io non ho avuto la stessa fortuna 😉 good job!

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  4. Raffi

    Adattarsi, all’inizio.
    Essere propositivi, ma non arroganti.
    Essere umili ma non servili
    Aver voglia di imparare.
    Aver voglia di fare.
    Tutto il resto vien da sé.

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  5. Silvia-A flavors Suitcase

    Non ho provato questo distacco, in quanto quando andavo all’università a 19 anni ho aperto un ristorante. Quindi gestivo un’attività e studiavo nello stesso momento. Oggi faccio tutt’altro ma avere per 4 anni un ristorante mi ha permesso di comprendere alla fine dell’Università che cosa volevo fare e come organizzarmi per ottenerlo. Certo per chi invece si trova a tuffarsi nel mondo del lavoro dopo l’università è probabile che ci si ritrovi ad avere un problema di equilibrio.

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    1. Angelica Post author

      Wow hai aperto un ristorante a 19 anni? Okay, questo sì che è insolito. Complimenti!

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  6. maryd

    Ciao! Sono d’accordo con te per quanto riguarda il distacco tra lavoro e università. Purtroppo quest’ultima non prepara al lavoro.L’ideale sarebbe lavoricchiare, già a partire dagli ultimi anni delle superiori in modo da non sentirsi troppo spaesati una volta usciti dalla comfort zone dei libri.
    Maryd

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  7. ERIKA

    Questo stacco l’ho avvertito poco perché in periodo di studi ho sempre lavorato, sia nella stagione estiva (nei campeggi, come animatrice), sia durante il corso dell’anno, facendo ripetizioni o attività di promozione dei supermercati o negozi. Adesso è un pò diverso perché sto cercando un lavoro che si leghi, in modo continuativo, al mio percorso di studi….ecco, forse questo aspetto è quello più traumatico. Pensavo forse sarebbe stato più facile e invece…Si lotta e si perde a volte, ma alla fine vinceremo noi!!!!

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  8. Alessia

    Diciamo che la lezione più utile che mi è stata data è ” devi sempre lavorare in modo da fare le cose prima che ti vengano dette, quando ci riuscirai avrai imparato il lavoro”. Sostanzialmente se sempre ti dicono qualcosa è meglio impegnarsi di più e stare più attenti.

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  9. sabina

    E’ passato parecchio tempo dal mio trapasso studio-lavoro, ma negli anni ho avuto a che fare spesso con persone che finita l’università si approcciavano al mondo del lavoro e, se posso dare un consiglio, la cosa importante è presentarsi con voglia di fare, tanta, e una buona dose di umiltà. E sapere che nel modo del lavoro, ovunque e sempre, in qualsiasi posizione ci si trovi, può capitare che ci sia da mandar giù qualche boccone amaro.

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  10. sabrina barbante

    Oltre a trovare utilissimi e assolutamente veri i tuoi consigli, credo che tutte e tutti i giovani dovrebbero prendere esempio da te, avere un’alta etica del lavoro e mettersi in gioco in tante diverse mansioni.

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  11. Veronica

    Per me non si è trattato di un vero e proprio distacco visto che durante gli studi universitari lavoravo in un call center per togliermi sfizi, pagarmi i viaggi etc. Sicuramente il momento del passaggio segna una fase importante della vita ma anche gratificante.

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  12. Valeria

    Assolutamente concorde con te. Ho iniziato a lavorare a 17 anni, e mi sono trovata in tutt’altro mondo. Facendo anche il paragone, come hai fatto tu, con la scuola (all’epoca ancora frequentavo). Fino a prima non mi ero resa conto di quanto fosse difficile il mondo là fuori. E’ così che mi sono responsabilizzata tanto.

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