Il colloquio di lavoro con l’automa

colloquio di lavoro: come affrontarlo

Il colloquio di lavoro è un passaggio della vita professionale spesso molto temuto. Eppure, cosa c’è che spaventa quando sei certo di essere preparato? Beh, è presto detto: il pregiudizio.

Come si affronta un colloquio di lavoro

Sono ormai troppe le storie di donne non assunte semplicemente in quanto donne. E non sono solo le lavoratrici ad essere ingiustamente discriminate, spesso l’età è determinante nella scelta di una assunzione. Giovane è meglio di vecchio. Per non parlare poi del fattore razziale… bianco è meglio di nero, occidentale meglio di asiatico.

Triste storia che purtroppo si ripete.

A questo si aggiunge che spesso la condizione di trovarsi davanti a persone pronte a giudicarti per il modo in cui ti presenti crea ansia e agitazione e ti pongono nella peggiore condizione possibile per dover affrontare un’intervista di lavoro.

Ma come essere obiettivi e scevri da ogni tipo di pregiudizio? Si dovrebbe essere un robot!

Ecco l’idea: un automa al posto di un essere un umano a giudicare il tuo colloquio di lavoro.

colloquio di lavoro

Un robot per selezionare il personale

Un colloquio con un robot sembra fantascienza, ma non lo è. Tengai è il social robot di Furhat presentato al Tatech Europe 2019, che si è tenuto a maggio a Lisbona (in Portogallo). Si tratta di un automa che punta a selezionare il personale in modo veramente obiettivo e imparziale.

Il robot sta attualmente affrontando un tour mondiale per presentarsi al mondo e a tutte le aziende che saranno interessate.

Il colloquio di lavoro con l’imparziale automa durerà tra i quindici e i diciotto minuti e consisterà in tre fasi: fase di benvenuto, intervista (cioè il vero e proprio colloquio) e fase di ringraziamento.

Il colloquio sarà teso a conoscere le “soft-skill” del candidato e la sua personalità.

Le domande poste dal robot vengono formulate sempre nello stesso identico modo, nello stesso ordine, rendendo l’intervista equa per tutti i candidati per fare in modo che ogni persona sia trattata equamente, a prescindere da qualsiasi forma di pregiudizio che potrebbe derivare dal rapporto “faccia a faccia” con un’altra persona.

A conclusione del colloquio Tengai spiega come contattare un selezionatore, qualora fosse necessario, e parlerà dei prossimi passi del processo.

colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro futuristico

Ci vorrà ancora tempo affinché l’idea di un robot a colloquio diventi “normale”. Per ora è bene che gli addetti alle risorse umane siano esperti e il più possibile “open-minded”. Molte università italiane, come Unicusano, preparano dei master in risorse umane appositi per preparare adeguatamente i futuri addetti al reclutamento del personale.

Tengai per ora è nel futuro, anche se l’origine del suo nome affonda le radici nel passato. Infatti “tengai” è anche il nome di un copricapo fatto di paglia utilizzato in passato dai monaci mendicanti giapponesi (i “komuso”). Questo tipo di cappello ricopriva integralmente la testa e il volto del monaco rendendo ogni monaco uguale all’altro e lasciando che, al posto del volto e dell’ego del monaco, predominasse invece la propria interiorità.

Il robot, come il cappello, rende tutti uguali lasciando che a predominare siano le conoscenze e la persona così com’è e a prescindere da come appare.

 

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