big magic recensione

Big Magic, Elizabeth Gilbert – Recensione

Big Magic è stata una lettura inaspettata. Ne avevo sentito parlare ovunque, dai blog ai canali youtube, e sempre molto bene. Tra gli appassionati di crescita personale è un must, è Il Libro sulla creatività per eccellenza. Così ho deciso di cercarlo nella biblioteca della mia città e, stranamente, l’ho trovato.

Ci sono pochissimi libri che ritengo molto significativi, si tratta di libri che in un modo o nell’altro hanno avuto un impatto forte sulla mia vita. Avete presente quei libri che ti capitano al momento giusto quasi per sbaglio? Ecco, credo che Big Magic possa essere inerito nella mia lista di “libri cambia vita”, insieme a The Defining Decade, che insegna a sfruttare al meglio i propri 20 anni (trovate la recensione qui)

Partiamo da un presupposto principale da cui parte l’autrice: la creatività è per tutti. Siamo tutti creativi, lo siamo quando cuciniamo un piatto diverso dal solito, lo siamo quando ci viene un’idea, di qualsiasi tipo esso sia, lo siamo nei momenti più ordinari della nostra quotidianità. Per essere creativi non è necessario essere scrittori, musicisti, pittori o altro. Basta essere noi stessi. Quindi, come facciamo ad abbracciare al meglio la nostra creatività?

big magic recensione

La paura

Gilbert è molto chiara su questo punto: la paura è necessaria. Non ce la toglieremo mai di torno, sarà sempre lì. Anzi, non solo è necessaria, è anche la compagna di viaggio della creatività. La paura si manifesta proprio quando cerchiamo di focalizzare meglio un’idea, di metterla in pratica.

Se fallisco?

Se gli altri ridono di me?

Se non fossi abbastanza originale?

Questi sono solo alcuni degli esempi di domande generate dalla paura. Se non possiamo toglierla di mezzo, cosa possiamo fare con la paura? Nulla, lasciarla lì, farci pace. Tenerla come compagna di viaggio, ma a una sola condizione: non dovrà mai prendere il comando. Possiamo tenerla nei sedili posteriori della macchina, può parlare di tanto in tanto, può far notare la sua presenza, ma non potrà mai guidare o decidere la musica da ascoltare. Nei sedili davanti ci potete stare voi e la creatività.

big magic recensione

Le idee

Uno dei punti che più mi ha colpito del libro è la rappresentazione delle idee. Le idee hanno vita propria, vagano alla ricerca di qualcuno disposte a renderle reali. Saltellano di persona in persona finché non trovano qualcuno di adatto che decide di assecondarle. Allora cominciano a creare coincidenze, mandare segnali, svegliarvi la notte pur di ricordarvi della loro esistenza. Non vogliono perdersi la possibilità di essere create. Avete due possibilità: dire di sì o dire di no. Se direte di no le idee torneranno a gironzolare alla ricerca di qualcun altro.

L’autorizzazione

Non vi serve il permesso di nessuno per vivere una vita creativa.

Gilbert cerca di dire che non c’è bisogno che qualcuno ci chiami scrittori per definirci tali, non ci serve aver pubblicato 10 dischi per essere considerati musicisti. Non ci serve l‘autorizzazione di nessuno per decidere di cambiare qualche ingrediente di una torta, prendere una strada diverse, abbracciare un’idea insolita.

L’unica cosa che serve è: fare. Siete scrittori se scrivete, siete pittori se dipingete. Siete creativi se siete vivi.

Originalità

Questo è un argomento delicato. L’ansia dell’originalità ce la si porta dietro da quando siamo bambini. Magari qualcuno ha già avuto la nostra stessa idea. Magari l’hanno già realizzata e anche meglio. Forse non è abbastanza innovativa (mi verrebbe da dire “disruptive”). Probabilmente è banale, trita e ritrita e l’hanno già vista tutti.

Non ha importanza. Secondo Gilbert un’idea è originale nel momento in cui viene realizzata in modo autentico. E se ci pensate è anche vero: siamo tutti diversi e potremo avere tutti la stessa idea, ma la realizzeremo tutti in modo diverso se lo facciamo autenticamente.

Effetti collaterali

Qualsiasi attività intraprendiamo ha i suoi effetti collaterali che fanno schifo. La domanda che dobbiamo porci è: cosa ci appassiona abbastanza da farci sopportare gli effetti collaterali schifosi? A volte pensiamo di avere una passione, ma non siamo disposti ad accettare l’altro lato della medaglia. Gilbert fa naturalmente l’esempio dello scrittore: molti vogliono diventare scrittori, ma non sono disposti a vedersi i manoscritti rifiutati da mille editori diversi. Non sono disposti a vedere anni di lavoro cestinati.

big magic recensione

Questi sono alcuni dei temi trattati in Big Magic. Che altro dire? Leggetelo. Leggetelo a prescindere dal lavoro che facciate, a prescindere dai vostri interessi. La creatività riguarda tutti noi, la paura anche.

Big Magic è un libro da tenere sul comodino, di quelli da sottolineare e farci le orecchie. Un manuale da ripescare ogni volta che ci sentiamo bloccati.

6 thoughts on “Big Magic, Elizabeth Gilbert – Recensione”

  1. Non ho saputo resistere ad una recensione così entusiasta. L’ho appena ordinato in libreria. Anch’io ne ho sentito parlare altre volte ma nonostante il suo romanzo Mangia Prega Ama mi sia piaviuto moltissimo soprattutto perché di storia vera di tratta non mi ero ancora decisa a prenderlo Big Magic. Grazie!

    1. Wow, sono felicissima di averti definitivamente convinta! Sono sicura che non te ne pentirai, soprattutto perché conosci già l’autrice. Grazie mille a te per questo commento bellissimo!

  2. Ho sentito già nominare questo libro e penso proprio che aiuti a tirar fuori la nostra creatività senza aver paura anche se non è sempre facile. Io avrei mille idee in testa ma tra il dire e il fare come si suol dire c’è di mezzo il mare 🙂

    1. Come ti capisco, purtroppo essere produttivi non è facilissimo, ci vuole costanza e allenamento. Big Magic è un buon punto di partenza 🙂

    1. Ale, tu lo ameresti, c’è poco da dire. E’ davvero molto carino e offre spunti di riflessione su cui potremmo parlare anche in Atelier!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *