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dalla parte delle bambine recensione
LIBRI,  PARITÀ

Dalla parte delle bambine, Elena Giannini Belotti – Recensione

Una delle letture del mese di settembre è stata Dalla parte delle bambine, dell’autrice Elena Belotti. Avevo sentito parlare di questo saggio spessissimo e dopo averlo trovato in biblioteca assieme a Big Magic (di cui trovate qui la recensione) non ci ho pensato due volte e l’ho preso. E’ un classico della letteratura femminista, letto e apprezzato moltissimo ancora oggi. Ecco perché ho pensato di parlarvene!

Premessa

Il libro è stato scritto negli anni ’70, va da sé che i dati inseriti, seppur interessanti, vanno presi con le pinze e non sono più applicabili. Lo stesso discorso vale per le descrizioni dei sistemi scolastici, che oggi giorno sono cambiati drasticamente. Nonostante questo, il motivo per cui il testo continua a essere apprezzato e suggerito dalla critica femminista è molto semplice: la stragrande maggioranza dei fatti riportati avviene ancora oggi.

Il saggio

Belotti sostiene che le differenze tra bambino e bambina, e inseguito tra uomo e donna, siano dovute solo ed esclusivamente da condizionamenti sociali, i quali hanno inizio prima ancora della nascita del neonato. I costrutti sociali che vengono passati tramite l’educazione a casa, a scuola e in tutte le attività ricreative ingabbiano i bambini in ruoli di genere preconfezionati, obbligandoli a sottostare a regole che non comprendono. Nega quindi l’aspetto “naturale” (ovvero biologico) a cui molti facevano riferimento per giustificare la differenza di ruoli tra uomo e donna.

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La nascita e la prima infanzia

Belotti inizia il suo saggio analizzando, ancor prima del comportamento dei bambini, le madri durante la gravidanza. Fa notare come le differenze di trattamento inizino, seppur in maniera nascosta, subdola e quasi impercettibile, ancora prima della nascita. Fa riferimento ai giochini tradizionali, i motti, i modi di dire in dialetto, gli indovinelli per capire se nascerà un maschio una femmina. Spesso e volentieri in questi giochi e proverbi, la femminilità è accostata a qualcosa di negativo o a una mancanza. Questo è solo uno degli esempi che porta. La sua analisi procede poi durante i primi giorni di nascita, durante l’allattamento, in cui mostra come le bambine tendano ad essere nutrite meno. Procede poi nell’analisi del rapporto tra la madre e il figlio, mostrando le differenze di educazione nei minimi dettagli.

La scuola

La differenziazione di genere continua poi all’interno delle mura scolastiche, dove bambini e bambine sono trattate diversamente. Vengono loro proposte attività diverse, le bambine sono incoraggiate a giocare al giardinaggio, con le bambole, mentre i bambini possono correre, creare avventure.

Mi ha particolarmente stupito l’analisi dei disegni dei bimbi, in cui la differenza fuoriesce in modo molto evidente: le bambine, in particolare quelle di estrazione sociale più povera, ritraggono scene di vita quotidiana, in famiglia o dentro le mura di casa, i bambini ritraggono scene ambientate fuori casa, più fantasiose, meno piatte.

Le differenze si ritrovano poi nell’abbigliamento, nelle lezioni, nel rapporto tra insegnante e alunno.

Conclusione

Quello che più mi ha colpito del saggio è stata sicuramente la quantità di dettagli che l’autrice ha riportato. Questo fa capire come i condizionamenti sociali siano composti da tante minuscole azioni, alcune più impercettibili di altre, che sommandosi creano delle discrepanze enormi. I risultati si vedono già a partire dai 4-5 anni d’età. Arrivato alle elementari il bambino ha già terminato il suo condizionamento, è già consapevole del suo ruolo.

Non smetterò più di consigliarlo, sebbene sia stato scritto nel 1973 fa impressione vedere come moltissime dinamiche non siano cambiate di una virgola. Va dritto nella reading list femminista!

3 commenti

  • BiBi

    Interessante come la “distruzione” del concetto di genere sia giá avvenuta negli anni ’70. Davvero una bella lettura femminista, aggiungo in reading list!

  • Manuela

    Mi hai aperto un mondo!lo trovo interessantissimo forse perché ho due bimbi ma lo cercherò…e sarebbe da fare conoscere alle maestre di scuola…

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