Millennial, Stop Whining e alberi di albicocche: intervista a Marta Basso

Millennial, Stop Whining e alberi di albicocche: un’intervista a Marta Basso

Classe 1993, la millennial Marta Basso è diventata molto popolare su Linkedin a seguito di una serie di video e al suo motto #stopwhining.

La seguo da molto tempo ormai. Ad avermi positivamente colpita è stata inizialmente la presentazione sul suo profilo. Mi ricordo di aver pensato “wow, qualcuno che scrive anche dei propri fallimenti, oltre che dei propri successi”. Da quel momento ho iniziato a guardare i suoi video finché, finalmente, mi sono decisa a chiederle un’intervista per il blog.

Non mi dilungo ulteriormente e vi lascio all’intervista!

1. Su Linkedin ti definisci una “Millennial Mariner”, che cosa significa?

È una definizione tratta dalla poesia “The Rime of the Ancient Mariner” di Samuel Taylor Coleridge. Quando l’ho studiata a scuola mi ci sono sentita rappresentata alla perfezione ecco perché ho voluto affibbiarmi questo epiteto. Mi considero un “marinaio” del 21esimo secolo, un “marinaio” dei Millennial.

2. Come e quando è nato il tuo motto #StopWhining?

Nasce quasi 3 anni fa durante un’estate ricca di viaggi e di esperienze. Ebbi un’illuminazione e capii che tutto quello che era successo nel mio passato non sarebbe più tornato indietro; dovevo semplicemente agire sul futuro. Capii che l’unica verità era proprio questa: c’è solo una cosa che conta ed è lo stop whining. Mi sembrava di non vivere al massimo le mie capacità e di non dare al mondo quello che avrei potuto dare. Ho capito in quei momenti che era il caso di smettere di lamentarsi e svoltare, avere una missione, ovvero creare un impatto. È una questione di motivazione.

3. Che cosa vorresti che il tuo motto rappresentasse per i giovani?

Vorrei che rappresentasse il motto con cui vengono svolte tutte le loro azioni. Deve essere un metodo e una spinta (provocatoria) per i giovani a dare il loro contributo nel mondo.
Si può creare un impatto positivo in modi diversi, ma lo stop whining è la base. Serve solo tanto duro lavoro per trasformare i momenti difficili in spinte. Per questo è necessario spingere i ragazzi a sperimentare, provare, cercare e sbagliare.

Mi rendo conto che spesso ciò che viene detto su noi giovani è falso e proviene da chi non ci conosce veramente. In generale credo sia un bene che si parli così tanto di millennial, ma c’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione: per capire davvero i giovani bisogna ascoltarli.

4. Tramite i tuoi video motivi e sproni i millennial, che cosa ti sentiresti di consigliare a tutti coloro (laureati e non) che non hanno ancora trovato una loro strada?

Come dico nel mio primo video: è impossibile non sapere cosa si vuole fare nella vita. Probabilmente non si è scavato abbastanza. È necessario investirci tempo ed energie.

Un esempio che faccio spesso è quello del mio tentativo di vendere albicocche (non mature) del mio albero lungo la strada. Sicuramente mi mancavano doti come la pazienza e la costanza, che all’ epoca non avevo ancora sviluppato, ma si vedeva già in me il seme dell’imprenditorialità.

Ci sono inoltre molti vecchi miei filmati di quando ero bambina in cui facevo finta di essere una presentatrice, un cantante o mi arrabbiavo per qualche voto di scuola. Il mezzo “video” quindi faceva già parte di me.

Nel mi caso l’episodio dell’albero di albicocche rende evidente quale sarebbe stata la mia strada, però trovare il nostro “albero di albicocche” non è sempre facile. Ci vuole molto lavoro.

In questi casi mi piace molto citare una frase di Manu Chao: “No todo lo que es oro brilla”, ovvero “Non tutto ciò che è oro brilla”. La trovo più significativa del suo contrario “Non tutto ciò che brilla è oro”, poiché più positiva.

Non è detto che l’albero di albicocche non esista solo perché al momento non lo vedi.

 

5. C’è stata da poco la What’s Next Talk a Vicenza, alla quale hai partecipato. Quali sono i problemi che le donne devono fronteggiare sia fuori che dentro l’ambito STEM? Quale messaggio vorresti mandare per incoraggiarle?

Le donne nelle STEM devono combattere un grande stereotipo: spesso non sono considerate adatte a lavorare in questo campo proprio in quanto donne.

È un problema, però, molto radicato nella nostra società. Subiamo atti di micromaschilismo quotidianamente. Da questo punto di vista il lavoro va fatto nella vita quotidiana, oltre che nelle grandi azioni.

Sicuramente il problema del numero di donne nelle STEM è rilevante, ma lo sono altrettanto quelle dinamiche sessiste che ogni giorno le donne subiscono e che poi, accumulandosi, vanno a creare problemi più grandi. Un esempio sono le battutine maschiliste e le conseguenti risate che scatenano.

Un altro esempio? Gli americani parlano spesso di manslpaining, io lo subisco molto spesso sul mio profilo Linkedin; vorrei che anche gli uomini si unissero a combatterlo insieme a noi.

Il messaggio che vorrei mandare è quello di non dare conto ai pregiudizi e combattere con costanza per risolvere i problemi, non solo quelli grossi, come il numero delle donne nel mondo STEM, ma anche quelli più piccoli e a cui si fa meno caso.

Quest’intervista mi ha lasciato parecchie riflessioni. Quello che sto facendo ora è davvero il meglio che posso fare? Qual è il mio albero di albicocche?

Voi sapreste già rispondere? Nel frattempo, stop whining!

Se volete sapere qualcosa in più su Marta seguitela sulla sua pagina Facebook, sui suoi profili Instagram e Twitter, su Youtube e infine, su Linkedin, dove è particolarmente presente.

Millennial, Stop Whining e alberi di albicocche: un’intervista a Marta Basso

4 comments on “Millennial, Stop Whining e alberi di albicocche: intervista a Marta Basso

  1. gianluca

    Brava Angelica…la tua capacità di scrivere la si sente a pelle…o meglio sarebbe a dire a tasti….
    Io non sono proprio il tuo lettore ideale…ma ogni tanto sbircerò al tuo blog, perché scrivi articoli che comunque fanno pensare al mondo giovane che mi circonda e quindi lo trovo interessante.
    E l’intervista è molto interessante ed il motto dovrebbe valere per tutti, Millennials e no….
    Ciao

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  2. Giovanni Argiuolo

    Bella iniziativa e ottime domande.
    Sto seguendo Marta da poco su Linkedin e la trovo fantastica.

    In bocca al lupo!
    Stop whining!

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  3. Khadi

    Ci sono tanti alberi di albicocche che ho curato, fatto crescere e dato via e a quasi 50 sono ancora alla ricerca di quello che darà frutti talmente buoni e succosi che davvero valga la pena di tenere e continuare a curare ; )
    Bellissima intervista! La stavo aspettando ☀️

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  4. Pingback: Il Millennial – Marta Basso

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