Categorie
CRESCITA PERSONALE

Perché creare un progetto personale a 20 anni

Ho riscritto questo articolo circa tre volte perché sono una perfezionista, ma anche perché si tratta di un tema a cui tengo particolarmente e che reputo fondamentale, una sorta di caposaldo della crescita personale se vuoi rivolgerti ai giovani.

Vorrei parlare dell’importanza di avere un progetto personale, ovvero un’attività da perseguire che esula da proprio lavoro principale. In inglese viene spesso utilizzato il termine side hustle, che da un lato rende bene l’idea, ma che non apprezzo molto, in quanto prevede necessariamente un’entrata economica. Un progetto personale potrebbe non fruttare alcun guadagno, o almeno non subito, potrebbero volerci mesi o anni prima di riuscire a monetizzarlo.

Di esempi ce ne sono moltissimi, dal canale youtube sulle ricette vegetariane, alla pagina Instagram per promuovere le stampe delle proprie fotografie di viaggio; ma anche lo shop etsy di maglioni fatti a mano o un podcast sull’imprenditoria online. Insomma, i casi sono diversi e hanno quasi tutti in comune l’utilizzo del web non solo come strumento di promozione, ma come vero e proprio business. I side hustle hanno infatti la caratteristica di nascere, crescere e, a volte, morire, online.

Veniamo al dunque, perché reputo importante avere un proprio progetto da portare avanti parallelamente al proprio lavoro principale, e perché proprio a 20 anni?

Non aspettare

Punto primo, un errore che ho visto e che continuo a vedere spesso tra i ragazzi più giovani è scegliere un percorso molto standardizzato e poi aspettare che le cose accadano da sé: “bene, ho finito i miei tre/cinque anni all’università. Ora mi metto qui, in questo angolino e attendo che succeda qualche cosa di figo”. Ecco, se questo tipo di discorso ti sembra familiare, sappi che la creazione di un progetto personale permette proprio di essere protagonisti attivi di ciò che ci accade. A volte alcune cose dobbiamo andare a prendercele, non possiamo semplicemente aspettare che ci cadano addosso miracolosamente, non succederà.

Ottimizza i tempi morti

Sono sono una fan sfegatata dell’ iper produttività, del dover essere costantemente impegnati a fare qualcosa per non rischiare di perdere tempo preziosissimo. Credo sia molto importante trovare un buon equilibrio tra l’auto disciplina e la noia, perché è durante i momenti di noia più noiosa al limite della noiosità che riusciamo ad essere più creativi e avere idee buone. Detto ciò, le nostre giornate sono costellate di momenti morti, alcuni dei quali potrebbero essere presi in prestito alla sana attività del cazzeggio per fare altro. Sta tutto nel riuscire a capire quanto tempo dedicarvi e in che momento della giornata, serve quindi un piano!

Pianifica

Creare un piano e una strategia è la parte che personalmente trovo più eccitante. Il progetto personale è il metodo migliore per imparare a pianificare, creare piani editoriali, studiare un modello di business ed entrare nel vivo dell’organizzazione. Sono tutte conoscenze che possono tornarti utili anche in futuro.

Sperimenta ma neanche troppo

Questo è un punto complicato, in quanto ritengo sia giusto trovare l’equilibrio tra sperimentazione e il fare le cose a caso. Vero, si tratta di un’attività vostra e non dovete rendicontare a nessuno, almeno per i primi periodi, questo aspetto permette proprio di cambiare spesso senza farsi troppi problemi e capire in quale direzione andare. Meglio però avere un piano a cui attenersi e non partire con un’idea eccessivamente vaga. Perché? Semplice, la possibilità di modificare sempre tutto con la scusa della sperimentazione potrebbe alla lunga creare un progetto che manca di consistenza e che non porta da nessuna parte.

Conosci te stesso

A costo di ripetermi inserisco questo punto. Avere un propria mini attività obbliga a confrontarsi con i propri limiti, le proprie conoscenze e le mancanze, senza contare che spinge a comparsi agli altri (in modo positivo, perché sì, la comparazione non è necessariamente negativa, ne ho parlato nell’artico “Paragonarsi agli altri è davvero un male?“). Un progetto personale è in grado di metterti davanti a tante difficoltà che imparerai a superare un po’ per volta, crescendo insieme a lui.

Ecco quindi i motivi principali che mi hanno spinta e che spero spingano anche altri ragazzi a creare il loro progetto! Se questo post ti è piaciuto probabilmente troverai molto utile anche questo:

Cosa fare nel decennio dei ventanni

 

 

 

Di Angelica

Classe 1995. Laureata in lingue e grande appassionata di COSE WEB, tra un post e l'altro scatto foto, accarezzo gatti, leggo libri e mangio dolci.
Blogger presso www.ilmillennial.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *