copertina buttarsi in nuove esperienze

Buttarsi in nuove esperienze: 3 consigli

Superare l’ansia di fare qualcosa di nuovo non è impresa facile, soprattutto se siamo persone insicure. Personalmente sono sempre molto consapevole delle mie capacità e dei miei limiti, ma ci sono, di tanto in tanto, dei momenti in cui mi sento decisamente giù di tono. Il 2018, inoltre, è un anno ricco di novità per me. Ho iniziato con un nuovo lavoro e un nuovo progetto. Ci saranno anche nuovi corsi formativi, nuove esperienze e chi più ne ha più ne metta.

Dunque, come fare a buttarsi a capofitto in questo marasma di novità senza farsi prendere dal panico e riuscendo a combinare qualcosa?

Questi sono i consigli che ho tratto dalla mia personale esperienza.

Mettiti alle strette

Fallo e basta” è probabilmente il consiglio più sincero e spassionato che qualcuno potrà mai darti. Farlo e basta significa mettersi nelle condizioni di non poter fare altro. La mia prima lezione di pattinaggio su ghiaccio ne è un esempio: mia sorella mi ha presa (quasi di forza) e mi ha trascinata in mezzo alla pista, dopodiché mi ha lasciata là. Che potevo fare? Ero in mezzo alla pista di pattinaggio da sola!
Ho pattinato fino al bordo. Ho pattinato perché era la mia unica scelta. Dopo aver pattinato fino al bordo per la prima volta mi sono accorta che pattinare non era un’impresa sovrumana e che avrei potuto rifarlo più volte.

Ecco, questo è un metodo che funziona piuttosto bene. Mettersi alle strette significa che dobbiamo agire per forza. Perché farlo? Perché, come ripeterò in seguito, il vero problema è iniziare, non proseguire.

Non darti il tempo di pensare

Buttati senza pensare e ripensare a tutto. E’ difficile, ovvio, soprattutto per le persone iper riflessive che tendono a valutare i pro e i contro di qualsiasi cosa facendo mappe concettuali e schemini. Si tratta di allenamento. Allenati a non pensare troppo prima di iniziare qualcosa.

Un esempio pratico viene dalla mia esperienza di guida. Avevo tremendamente paura ad andare su strada, avevo guidato solo nei parcheggi. Continuavo a dirmi “forse dovrei aspettare”, “forse dovrei prima trovare un parcheggio più grande”, “forse dovrei provare di notte quando non c’è nessuno”. Tutto questo non ha fatto altro che posticipare il giorno in cui ho guidato su una strada vera. Come ho fatto a convincermi quel giorno? Semplice, mi sono detta “l’unico modo per imparare a guidare in una strada è guidare in una strada“. Non mi sono neanche data il tempo di pensare ad altro che già mi ero messa al volante con mia madre accanto.

Non darsi il tempo di pensare è una tecnica perfetta per sconfiggere la paura dell’inizio di una nuova esperienza.

Non procrastinare

Come ho già detto, il problema non è tanto fare qualcosa, ma trovare la voglia e la spinta necessaria per partire a fare quella cosa. La partenza è lo scoglio.
Fare ginnastica non è così doloroso, è trovare la forza di alzarmi e andare in palestra ad esserlo.
Allo stesso modo, studiare non è così difficile, una volta che inizi a farlo.
Ebbene, potrà anche sembrare una banalità, ma vi posso assicurare che una volta che prenderete coscienza di questo meccanismo sarà molto più facile sbloccarvi.

Quindi: non procrastinare. Avete notato che più rimandate l’inizio dello studio più vi sembra che la mole di pagine aumenti? Più rimandate più aumenta l’ansia di dover iniziare a studiare. Più rimandate più vi viene voglia di rimandare. Più rimandate più il peso di ciò che dovete fare aumenta. E’ un ciclo che continua finché non decidiamo noi di fermarlo e dire “adesso lo faccio”.

Il riferimento allo studio è solo un esempio (io, infatti ho notato questa dinamica specialmente all’università quando dovevo preparare gli esami), il principio è applicabile a tutto.

Certo, smettere di procrastinare non è mica facile. Lungi da me insegnarvi come fare (se sapessi come farlo sarei a cavallo). Per quello ci sono siti e libri specializzati. Posso solo darvi dei consigli tratti dalla mia personale esperienza: elimina le distrazioni e non trovare scuse.

Eliminare le distrazioni era necessario durante lo studio. Avere il telefono sotto mano era controproducente. Solitamente lo spegnevo oppure toglievo il 3G.

Allo stesso modo trovare scuse per giustificare il non aver iniziato a fare qualcosa è pericoloso. Non esistono scuse.

Bene, questi erano i miei consigli per superare lo scoglio della partenza. Se avete sperimentato altri trucchetti utili, scrivete un commento!

Se la crescita personale è un tema che ti interessa ti consiglio di leggere anche la mia recensione di Gestione dello stato emotivo, di Alfio Bardolla.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *